La primavera è il periodo migliore per visitare gli splendidi giardini e le sontuose ville affacciate sul lago Maggiore

La primavera è il periodo migliore per visitare gli splendidi giardini e le sontuose ville affacciate sul lago Maggiore: con la riapertura delle Isole Borromee è partita la stagione turistica nel Distretto Turistico dei Laghi!

 

È la Pasqua, che quest’anno cade domenica 31 marzo, a sancire l’avvio

ufficiale della nuova stagione tra laghi e montagne del Distretto Turistico dei Laghi, ma già dal 16 di marzo ville e giardini hanno riaperto i cancelli per accogliere, con tutta la loro bellezza, i turisti italiani e stranieri che raggiungeranno questo angolo di Piemonte per il primo ponte di primavera.

 

Il 16 marzo hanno riaperto i giardini dei Domini Borromeo sull’Isola Madre e sull’Isola Bella, chiusi dallo scorso ottobre per garantire il riposo alle piante e per un intervento di straordinaria manutenzione.  Potrete ammirare i colori delle migliaia di bulbi di tulipano che i giardinieri di Casa Borromeo, hanno messo a dimora lo scorso autunno per colorare di infinite nuances i giardini rinascimentali dell’Isola Bella e quelli romantici dell’Isola Madre. Con i tulipani e i fiori di antica memoria, protagoniste saranno le azalee e rododendri arborei, presenti sull’Isola Madre, in varietà diversissime che qui hanno trovato l’habitat ideale e che tappezzano di corolle gli spazi, ovunque si rivolga lo sguardo.

 

Ai fiori veri si uniranno quelli dipinti. La celebre Quadreria Borromeo allestita nel Palazzo dei Principi all’Isola Bella presenta, infatti, in uno speciale allestimento, le sue molte opere, spesso autentici capolavori, a tema floreale.

 

Nella splendida Stresa invece, fino a ottobre, si possono visitare i giardini di Villa Pallavicino che si estendono su un’area di 20 ettari tra viali fioriti, alberi secolari e un meraviglioso giardino botanico. Attrazione principale del parco sono gli animali: più di 40 specie di mammiferi e uccelli esotici che vivono in spazi naturali.

 

I Giardini Botanici di Villa Taranto a Verbania saranno invece visitabili fino al 3 novembre, tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 18.30 (Ottobre 8.30 – 17.00).

Attrazione floreale per eccellenza del Lago Maggiore, racchiusi in un parco di 16 ettari, i giardini offrono ai visitatori 20.000 piante di valenza botanica, 80.000 bulbose in fiore e oltre 15.000 piantine di bordura che colorano le numerose aiuole.

Da marzo ad ottobre si alterna la fioritura di camelie, rododendri, tulipani e azalee. Spettacolari le vasche di ninfee e victoria amazzonica.

D’obbligo una visita durante la Settimana del Tulipano, dal 18 al 25 aprile, durante la quale un’esplosione di colori e profumi invade il parco di Villa Taranto, regalando ai visitatori un’esperienza sensoriale unica.

 Da fine luglio ad ottobre le fioriture di Dalie coloreranno i viali dei giardini, grazie alla Mostra Permanente dedicata a questa meravigliosa bulbosa.

 

Il Giardino Botanico Alpinia, situato a soli 300 mt. dalla fermata intermedia della stazione funiviaria di Alpino (funivia Stresa-Mottarone), riprenderà le attività con apertura da inizi aprile tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 18. (Tariffe: adulti 3 €uro, ragazzi dai 4 ai 12 anni e gruppi 2,5 €uro). Dedicato alla salvaguardia della flora alpina, questo magnifico giardino si estende su una superficie di circa 40.000 mq., ad un'altitudine che va dai 760 agli 810 metri s.l.m.. A renderlo ulteriormente speciale concorre il panorama mozzafiato che incanta ogni visitatore: lo sguardo accarezza il Golfo Borromeo e lo specchio celeste del Lago Maggiore, andandosi a perdere oltre il limite dell'orizzonte.

 

E' nuovamente visitabile anche il San Carlone di Arona, che sarà aperto tutti i giorni (visita a pagamento): potrete così scoprire la seconda statua in metallo (raffigurante una figura umana) più alta del mondo dopo la Statua della Libertà di New York. Vietata l’entrata all’interno della statua ai minori di 8 anni .

 

 

Ricordiamo infine l'apertura del Parco della Rocca Borromea di Arona, meta di turisti in cerca di tranquillità e di natura, prevista per venerdì 15 marzo.

Info: 0323.30416

Le Ville di Solcio e Lesa

Le Ville di Solcio e Lesa

LESA

 

Costeggiando il lago nella zona che da Meina porta a Stresa incontriamo il grazioso abitato di Lesa, caratterizzato dalle numerose ville che si susseguono lungo le sue frazioni, a cominciare da Solcio, paese dalle origini antiche situato tra il lago e la collina.

Villa Cavallini

Questa imponente dimora, risultato della fusione di tre edifici, è caratterizzata dal bellissimo parco che la circonda, sistemato in parte all'italiana e in parte all'inglese. Sulla sua torre neocastellana spicca lo stemma di famiglia: un cavallo rampante con il motto "impavide e constanter", "sempre senza paura". Una curiosità riguarda il giardino sul retro dove si trovano alcune lapidi funebri con epitaffi in memoria dei cani allevati dal senator Cavallini, appassionato di levrieri. Come previsto dal testamento, la villa, a seguito della morte del sanatore, divenne proprietà del comune di Lesa.

Villa Stampa

Dal 1839, per oltre un ventennio, Alessandro Manzoni era solito soggiornare durante l'estate in questa bella villa della seconda metà del XVIII secolo, di proprietà della seconda moglie, Teresa Borri, vedova del conte Decio Stampa. Il conte Gustavo Benso di Cavour, i poeti Berchet e Giulio Carcano, il pittore Hayez, Antonio Rosmini, il federalista Niccolò Tommaseo, gli statisti Ruggero Bonghi e Massimo d'Azeglio sono solo alcune delle personalità che spesso si ritrovarono qui a conversare di letteratura e filosofia, di arte e di politica. Oggi la villa è diventata sede bancaria ma ospita un museo dedicato al Manzoni con documenti e mobili appartenuti all'illustre scrittore.

Sono degne di nota anche Villa Correnti, fatta costruire sul finire del XIX secolo dallo statista Cesare Correnti e ispirata a una rigorosa architettura neoclassica, Castello Florio, villa realizzata agli inizi dell'Ottocento dall'ingegner Viotti che desiderava riprodurre l'immagine degli antichi castelli medievali di Lesa e Villa Savio-Sozzani-Tavella, edificata in forme castellane dall'architetto Pietro Bottini e oggi sede di un prestigioso ristorante.

COME ARRIVARE

In auto: dalla A26 uscire ad Arona e proseguire lungo la SS33 in direzione di Stresa, oppure uscire a Baveno e seguire la litoranea verso Stresa - Arona.

In treno: la stazione ferroviaria di Lesa è situata sulla linea Milano - Domodossola.

Lesa, non solo lago. Lungo i sentieri.

 

Una delle peculiarità del lago Maggiore è quella di offrire il verde delle colline a due passi dal blu delle acque del lago, consentendo una vacanza a tutta natura. E in questo spirito, è ovvio bandire l'automobile per privilegiare un'escursione a piedi. Lesa - con le sue frazioni di Solcio, Villa lesa, Comnago e Calogna, che costituiscono una sorta di cerniera naturale tra il Lago Maggiore e il Vergante -offre una buona rete di sentieri, facilmente percorribili, che consentono di effettuare escursioni ricche di stimoli tra natura e cultura. Se ne contano ben 11, tutti adeguatamente segnalati e rintracciabili, riportati anche su comode guide dotate di legenda, che segnalano anche i luoghi notevoli, come chiese, musei, ville storiche, o di servizio, come la stazione ferroviaria. Si parte dal sentiero del Varim, una camminata facile che dal Lesa porta a Belgirate, sino alla chiesa vecchia di Santa Maria; oppure si può seguire l'antica via comunale per Calogna, che sale attraverso boschi misti di latifoglie seguendo l'antica mulattiera, così come si può giungere, dopo un'ora di salita, sino a Comnago, seguendo una sterrata che guadagna dolcemente quota. Il quarto sentiero propone un'escursione che segue il sentiero della Mascarana, un'ampia costa montuosa coperta da boschi di castagno, che da Lesa sale sino a Graglia Piana, in prossimità di Brovello. Partendo dalla frazione di Calogna, si può effettuare una facile escursione nei boschi lungo l'antica mulattiera selciata che percorrevano i contadini per raggiungere Belgirate, oppure, dopo una breve passeggiata si può raggiungere un oratorio romanico dell'XI secolo, la chiesetta di san Paolo, posta al centro di una radura erbosa, nei pressi di un torrente: uno scorcio da cartolina; qui, a monte della chiesetta, si trova anche un masso con numerose incisioni rupestri preistoriche. Per salire al Monte Croce, invece, occorrerà una passeggiata di circa un'ora e dopo aver affrontato un dislivello contenuto si potrà ammirare uno splendido panorama. Diverso è il paesaggio di cui si può godere partendo,invece, dalla frazione di Villa Lesa: si può scoprire la Valle dell'Erno, il torrente che nasce dalle pendici del Mottarone e sfocia nel Verbano, con una passeggiata pianeggiante di circa 2 ore; da Comnago si può raggiungere il Monte Croce e da lì salire sino alla Motta Rossa, mentre da Solcio si può arrivare sino a Massino Visconti, con un'escursione di circa un'ora, che consente di visitare, lungo il cammino, l'antica chiesa romanica di San Sebastiano, e la chiesa di San Michele nel borgo visconteo. Infine, seguendo l'ultimo sentiero si potranno attraversare i borghi rurali del Vergante, sino a raggiungere Nebbiuno, non prima di aver fatto una sosta in Campiglia: un originale agglomerato di case medievali collegate da tortuosi viottoli in cui il tempo sembra essersi fermato.

 

da: il blog di Chiara Fabrizi 

L'area selvaggia più vasta delle Alpi: ecco il Parco Nazionale della Val Grande

La Val Grande è, dal 1992, Parco Nazionale: andare alla scoperta dei 15.000 ettari che lo costituiscono rappresenta un'esperienza indimenticabile, che lascia nel visitatore ricordi e sensazioni davvero uniche.

Un territorio racchiuso tra il Lago Maggiore e le valli dell'Ossola che, proprio per le sue particolarità, è stato definito dall'Associazione mondiale Wilderness "l'unica area naturale europea che conserva integralmente originali caratteristiche ambientali".

La Val Grande è un'immenso spazio naturale protetto da aspre montagne, accessibile solo attraverso valichi percorribili a piedi, un tempo abitato da persone dedite alla pastorizia e al disboscamento, ma oggi disabitato.

Il luogo ideale per entrare in contatto con una natura selvaggia su cui l'uomo non interviene da più di quarant'anni. E' proprio la ricchezza e la varietà della vegetazione una delle caratteristiche più interessanti della valle, abitata da camosci, caprioli, volpi, cervi e, tra i molti volatili, anche la regina dell'aria, l'aquila.

I periodi dell'anno più indicati per la visita del parco sono la primavera, l'estate e l'inizio dell'autunno per le favorevoli condizioni climatiche, anche se il fascino delle aspre cime imbiancate, magari illuminate da un caldo tramonto invernale, è davvero impagabile.

La rete dei sentieri, alcuni impegnativi, soprattutto per chi non conosce la valle, deve essere percorsa con prudenza e con l'aiuto di accompagnatori esperti. Un primo approccio al parco può essere quello offerto dai centri visita situati nei comuni ai confini del parco: San Bernardino Verbano (fraz. Rovegro), Intragna, Premosello Chiovenda, Buttogno e Cicogna.

I comuni compresi nel territorio del parco non propongono soltanto escursioni nella natura incontaminata ma anche testimonianze artistiche e storiche dei secoli passati. In località Bieno, nel comune di San Bernardino Verbano, è ben conservato, accanto alla parrocchiale settecentesca, uno splendido campanile romanico; sempre da Bieno sono raggiungibili a piedi l'Alpe Ompio, antichissimo alpeggio, e il monte Faiè. A Cossogno, in frazione Oca, si trova un oratorio seicentesco dedicato alla Madonna di Re, costruito come baluardo contro le epidemie di peste del 1630 e 1632; scendendo da una mulattiera e dopo aver attraversato un ponte romano si giunge a Rovegro. A Intragna interessanti sono l'imponente parrocchiale dei "sette altari" e il centro visita del Parco Nazionale della Valgrande dedicato agli animali della notte. Piacevole ed accessibile a tutti è la passeggiata che porta al rifugio di Piancavallone. Anche Aurano offre un'ampia varietà di escursioni grazie alle mulattiere che attraversano i boschi e ai fitti reticolati di sentieri che conducono agli alpeggi; decisamente più impegnativa è la salita al Monte Zeda.

 

Il Parco è anche cultura e tradizioni: Malesco ospita il Museo archeologico della pietra ollare del Parco Nazionale Val Grande, che dà l'opportunità di andare a ritroso nel tempo e immaginare chi, prima di noi, ha vissuto in questi luoghi. Ospitato nel Palazzo Pretorio, il Museo archeologico traccia la più antica storia dello sfruttamento di questo minerale nel territorio dell’Ecomuseo. Il museo è aperto dal 26 giugno al 5 settembre tutti i giorni 10-12 e 15.30-18.30; il venerdì e il sabato anche 20.30-22.30. Aperture straordinarie serali in occasione di manifestazioni e iniziative. Nel resto dell'anno è prenotabile su richiesta telefonando allo 0324/92444.

Ingresso € 2,00. Gratuito per bambini fino a 5 anni.

 

A Cossogno, altro comune del Parco, è invece ospitato il Museo "Acquamondo": inaugurato nel 2003, anno internazionale dell’acqua, il Museo è anche Centro di Educazione Ambientale del Parco.

Il percorso è interamente dedicato al tema acqua, sia nei suoi aspetti naturalistici, sia per quanto riguarda il suo sfruttamento da parte dell’uomo. Il Centro è suddiviso in una parte espositiva con acquari e terrari, plastici e pannelli didattici, e in una parte attrezzata con laboratori ed aule didattiche. Info: 0324 87540

Aree protette, parchi naturali e oasi WWF: un patrimonio di tutti

Dai laghi ai monti un mix di aree protette, luoghi dove le tradizioni locali sono considerate patrimonio di tutti, da conservare e valorizzare.

Nella panoramica dedicata ai parchi del Distretto Turistico non si può non partire dall'area wildernes più vasta delle Alpi, il Parco Nazionale della Val Grande: quasi 15.000 ettari di territorio racchiuso tra laghi e valli alpin: il parco è definito dall'Associazione mondiale Wilderness "l'unica area naturale europea che conserva integralmente originali caratteristiche ambientali".

L'unica Oasi WWF della territorio è quella del Bosco Tenso, in cui nidificano decine di specie di volatili, alcune rare, sotto la protezione del WWF. L'Oasi Pian di Sali consiste in uno straordinario ambiente ricreativo circondato da pendii coperti da fitti boschi di conifere e latifoglie, circondati dalle alte vette che confinano con la Svizzera.

Splendidi parchi naturali della Valle Antrona e Veglia-Devero: il Parco Naturale della Valle Antrona è consigliato a coloro che desiderano tranquillità, paesaggi selvaggi, luoghi incontaminati, laghi alpini, armonia, feste di paese, buona cucina e cordialità.

Il Parco Veglia-Devero presenta un ambiente alpino dolce e austero: dolce nelle praterie ondulate di alta cuota e austero nelle grandi montagne e nelle immense catene montuose battute dal vento. Scendendo verso i laghi troviamo aree meno selvagge, ma ugualmente affascinanti e profondamente legate alla tradizione del territorio.

I Canneti di Fondotoce sono un'area fondamentale per la riproduzione di molte specie di pesci di lago, e costituiscono un habitat ideale per la nidificazione o per la sosta di numerose specie di uccelli. Ambiente simile nei Canneti di Dormelletto lunghi quasi 4 km compresi in questo territorio, l'ambiente lacustre e le sue caratteristiche naturali sono state conservate per creare un ambiente naturale ben conservato.

Infine il Parco dei Lagoni di Mercurago: questo territorio offre molte opportunità di interesse, dalla scoperta di insediamenti preistorici que risalgono all'età del bronzo e alcuni resti romanici, allo spettacolo di profumi e colori che la natura regala in ogni stagione.

Canneti, Riserve Naturali Speciali e Parchi: la ricetta per la difesa delle specie

Tre aree protette che rivestono un ruolo fondamentale per la conservazione delle specie (di flora e fauna) ospitate al loro interno.

Vi presentiamo le Riserve Naturali Speciali di Fondotoce e Dormelletto e il Parco dei Lagoni di Mercurago.

La prima riserva si estende per circa 360 ettari nella piana del Toce (fiume principale di quest'area ed immissario del Lago Maggiore in un ambiente fortemente antropizzato, con belle spiagge e luoghi ideali per una giornata a tutto relax.

L'ambiente più caratteristico è costituito dal canneto, uno dei più estesi del Lago Maggiore, luogo ideale per la riproduzione di molte specie di pesci del lago e habitat perfetto per la nidificazione, svernamento e sosta di numerossisime specie di uccelli. Al suo interno un comodo percorso pedonale ed una pista ciclabile permettono di osservare l'affascinante paesaggio immersi nel verde. Info: 0322 240239.

 

La Riserva Naturale Speciale dei Canneti di Dormelletto è una vasta area compresa tra i comuni di Arona e di Castelletto Ticino e che si estende sul territorio di Dormelletto per una superficie pari a 157 ettari circa.

Lungo i quasi quattro chilometri compresi in questo territorio sono stati preservati l’ambiente lacustre e le sue peculiarità naturali, al fine di un recupero mirato al rispetto dello stesso ambiente naturalistico e alla salvaguardia delle specie animali che vi abitano. L'area costituisce una tra le più importanti zone di transizione tra il lago e la terra ferma e in cui la vegetazione spontanea, costituita principalmente da canneti, rimane a definirne la tipicità.

Per informazioni e per oraganizzare visite di gruppo contattare lo 0322 240239 oppure 320 4373967.

 

A pochi chilometri di distanza dal Comune di Arona, ubicata tra le verdi colline moreniche che affiancano il Lago Maggiore, potete visitare l’area naturale denominata Parco dei Lagoni di Mercurago.

Quest’area boschiva, che comprende anche le torbiere di Mercurago, ha mantenuto intatte nel tempo alcune zone da sempre destinate a pascolo per l’allevamento dei cavalli. Il sito inoltre è un importante insediamento preistorico, risalente all’età del bronzo, ed archeologico, essendo state rinvenute al suo interno alcune domus romanae. Dal 1980 quet’area è protetta come Parco dei Lagoni di Mercurago ed è gestita, oltre che dalle Riserve di Fondotoce e dei Canneti di Dormelletto, anche dall’Ente Parchi del Lago Maggiore. Il parco è visitabile grazie a numerosi sentieri tematici tracciati per consentire ai visitatori di ammirare i molteplici aspetti della natura (come i boschi e le zone umide) oppure le opere eseguite dall’uomo. Infine, variegata è la presenza di animali che vivono protetti nel parco. Si possono incontrare anche diverse specie di uccelli migratori, attratti dalla presenza di stagni e torbiere. Importante nota è in ultimo costituita dal fatto che, nell’area del Parco, è stata rinvenuta una particolare specie di fungo: il Crepidotus roseoornatus, unico esemplare presente nel mondo.

Apertura:

Nel parco si può entrare a qualsiasi ora, ma per gruppi organizzati bisogna chiedere l'autorizzazione .

Adventure Park

Adventure Park

BAVENO (VB)

 

 

Nella splendida cornice della sponda piemontese del Lago Maggiore, a Baveno, troverete il PRIMO Parco Avventura del Verbano-Cusio-Ossola che vi attende per trascorrere indimenticabili momenti di svago svolgendo attività ludico-sportive realizzate in un luogo dove la Natura è la protagonista.

Il Lago Maggiore Adventure Park vi mette a disposizione diverse attività quali i divertentissimi ed emozionanti PERCORSI SOSPESI (ponti tibetani, tirolesi, scalette, passerelle fruibili in assoluta serenità con l’ausilio delle migliori e più moderne attrezzature di sicurezza), una PARETE da ARRAMPICATA artificiale di roccia, un ACROJUMP con 4 postazioni e un fantastico circuito per CICLO-CROSS nel quale potrete utilizzare la vostra bicicletta o noleggiarla in loco.

COME ARRIVARE

In auto: Autostrada A26 direzione Gravellona Toce uscita Baveno/Stresa.

ULTERIORI DETTAGLI

Prezzi:

FULL 4 ATTIVITA' ADULTI € 25

FULL 4 ATTIVITA' JUNIOR E MINI JUNIOR € 18

Prenotazione: opzionale

Fruibilità: stagionale

Aperto da aprile a ottobre

Maggio, giugno, luglio e agosto tutti i giorni

CONTATTI

Nome Adventure Park

Email info@lagomaggioreadventurepark.com

Indirizzo Strada Cavalli 18, Baveno

Sito web www.lagomaggioreadventurepark.com

Telefono 0039 0323 919799

ITINERARIO Da Stresa al Mottarone

 

 

"Se per caso si hanno un cuore e una camicia, bisogna vendere la camicia per vedere i dintorni del Lago Maggiore" (Stendhal).

 

Da Montesquieu a Rousseau, da Byron a Stendhal, da Dumas padre a Flaubert, furono molti i viaggiatori famosi del classico Grand Tour a rimanere colpiti dall'armonia e dalla bellezza che solo questo lago sa esercitare.

 

Il Lago Maggiore o Verbano, protagonista di uno scenario di impareggiabile valore e circodato dalle Alpi, offre numerose opportunità di trekking e di passeggiate sulle sue alture o nelle sue valli limitrofe.

In posizione dominante sul Golfo Borromeo, sulla pianura e sulle Alpi troviamo il Mottarone sulla cui cima è possibile godere di una vista a 360°.

Numerosissimi sono gli itinerari che dalle sponde del lago conducono alla vetta di questa montagna.

Uno degli itinerari più praticati è il percorso Stresa- Mottarone, realizzabile anche con l'ausilio della Funivia del Mottarone (stazione di partenza a Lido di Carciano, frazione di Stresa).

Partendo dal Lido di Carciano si arriva all'abitato di Carciano e poi, percorrendo la panoramica via per Stresa si raggiunge la strada Baveno-Gignese e da qui la Chiesa di San Bernardo. Terminata la mulattiera si incontra la strada asfaltata che conduce a Lev. Attraversato il paese si imbocca una mulattiera che conduce verso destra al Giardino Botanico Alpinia.

Dopo un tratto pianeggiante che conduce alla stazione intermedia della funivia si costeggia il Monte Croce della Tola e al bivio si seguono le indicazioni per la Cappelletta della Madonna del Canà. Rialiti sull'altro versante si raggiungono i prati dell'alpe Giardino. Da qui, percorrendo una diagonale che sale gradualmente la montagna, si raggiunge un bivio e lasciando sulla destra il sentiero per l'Alpe Nuovo si raggiunge la stazione della funivia.

Tempo di percorrenza: 4 ore

Dislivello complessivo: 1294 metri circa

Difficoltà: E

Mottarone e Giardino Alpinia di Stresa

Mottarone e Giardino Alpinia di Stresa

STRESA

 

 

Il Mottarone, situato tra il Lago Maggiore ed il Lago d'Orta, dai suoi 1491 metri, è considerato uno dei balconi naturali più belli di tutto il Piemonte e non solo. La sua formazione orografica consente di spaziare a 360° dalla Pianura Padana alle cime delle Alpi.

 L'occhio del visitatore è colpito dalla vetta del Monte Rosa e dai sette laghi (Lago Maggiore, Lago d'Orta, Lago di Mergozzo, Lago di Varese, Lago di Comabbio, Lago di Monate, Lago di Biandronno), adagiati in una culla naturale, dando l'impressione di poter essere afferrati dalla mano della fantasia.

 A 300 metri dalla fermata intermedia della Funivia, in località Alpino, è consigliato visitare il "Giardino Botanico Alpinia" con oltre 1.000 essenze, unico nel suo genere per la tipologia delle piante strettamente di origine alpina.

Il bellissimo e rinomato Giardino Botanico Alpinia è situato nella località di Alpino, graziosa frazione situata tra i comuni di Stresa e Gignese. Grazie al suo eccezionale panorama, che spazia dal Golfo Borromeo alla catena delle Alpi Svizzere, Alpino divenne, fin dalla metà del XIX secolo, meta turistica per molti aristocratici europei e per artisti che qui trovarono l'ispirazione per le loro opere.

Lo splendido Giardino Botanico Alpinia fu istituito durante il periodo fascista, nel 1934, con il nome di Duxia, da Igino Ambrosini e Giuseppe Rossi. Il giardino rappresenta un luogo di notevole interesse naturalistico per la sua vasta e variegata raccolta di specie botaniche provenienti dal piano alpino e subalpino, dal Caucaso, dalla Cina e dal Giappone. Pregiati esemplari di specie arboree e arbustive, anche rare, sono il punto di forza di questo spettacolo botanico posto a 800 metri di altitudine.

La recente estensione dei confini del giardino ha permesso di costituire un'area umida riservata a una splendida flora acquatica; in prossimità dell'ingresso è posta una sorgente di acqua oligominerale.

 

COME ARRIVARE

In auto: dalla A26 prendere l'uscita di Brovello Carpugnino, dirigersi verso Gignese e seguire le indicazioni per Alpino-Mottarone.

In treno: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Stresa.

 

ULTERIORI DETTAGLI

Fruibilità: apertura dal il 1° aprile al 31 ottobre. Tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00.

Novità: nuova attrattiva slittovia su rotaia con comandi manuali.

 

CONTATTI

Nome Giardino Botanico Alpinia

Email info@giardinoalpinia.it

Indirizzo Piazzale Lido, 8 - Stresa (VB)

Sito web www.giardinoalpinia.it

Telefono +39 0323 30295

Nome Stresa Mottarone

Email info@stresa-mottarone.it

Sito web www.stresa-mottarone.it